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In un mondo del lavoro sempre più digitale e interconnesso, anche uno strumento tradizionale come la timbratrice si è evoluto in un terminale intelligente e versatile. Il suo compito è semplice: registrare con precisione entrate e uscite dei dipendenti, sia per finalità retributive che organizzative. Ma dietro l’apparente semplicità dell’interfaccia utente si nasconde una macchina ben più sofisticata.

🎛️ Funzionamento base: il badge RFID

L’interazione classica prevede l’utilizzo di un badge RFID, una tessera simile a una carta di credito, che identifica in modo univoco la persona che timbra. A differenza delle vecchie bande magnetiche, qui non serve strisciare nulla: basta avvicinare la tessera a uno dei due lati della timbratrice, tipicamente contrassegnati con una E per l’entrata e una U per l’uscita.

Il lettore legge il tag RFID in pochi millisecondi. Se la timbratura è corretta, si attiva un bip sonoro, si illumina una V verde e il sistema registra l’evento. Tutto avviene senza contatto meccanico: meno usura, più durata, più affidabilità. I tag RFID passivi più comuni operano su frequenza 13.56 MHz (standard ISO/IEC 14443 o ISO 15693), con una memoria interna che può variare da 128 byte fino a 4 kB, più che sufficienti per contenere ID, checksum e bit di autenticazione.

📲 Il badge scompare: arriva lo smartphone

La vera novità? L’uso dello smartphone al posto del badge fisico. Attraverso una app dedicata, è possibile timbrare con un semplice tap. Il sistema utilizza la geolocalizzazione, che consente di certificare l’area da cui viene effettuata la timbratura, aggiungendo un livello di controllo utile nei casi di smart working, missioni esterne o lavoro da remoto. La comunicazione tra app e terminale può avvenire via Bluetooth Low Energy (BLE) o tramite rete Wi-Fi protetta, sempre garantendo la cifratura dei dati trasmessi.

La procedura è simile: si seleziona “Entrata” o “Uscita” sullo schermo dello smartphone, si conferma l’operazione, e il sistema invia immediatamente i dati al gestionale presenze. Anche le causali sono gestibili via app (es. ferie, permesso, assemblea), in perfetta sincronia con il terminale fisico.

🧠 Intelligenza integrata e memoria di sistema

Questa nuova generazione di timbratrici integra un microprocessore programmabile, in grado di gestire:

  • causali personalizzabili,

  • verifica in tempo reale degli orari consentiti,

  • registrazione delle timbrature anche offline, grazie a una memoria interna capace di conservare migliaia di transazioni.

Il collegamento al software gestionale avviene tramite LAN aziendale, con requisiti minimi chiari:

  • Switch di rete Gigabit (consigliato per garantire velocità e stabilità),

  • Cavi Cat.6 per una trasmissione dati affidabile fino a 100 metri senza perdita di pacchetti,

  • Access point Wi-Fi per la connettività mobile, idealmente con portata di almeno 30 metri in ambienti interni, modulata da muri e interferenze.

In caso di assenza di rete, la timbratrice accumula i dati e li invia automaticamente al ripristino della connessione, evitando buchi informativi.

🔐 Privacy e gesto esplicito

Un punto cruciale, soprattutto in ambito normativo, è che la timbratura richiede un gesto volontario: l’utente deve accostare il badge o premere un tasto sull’app. Questo impedisce rilevazioni passive o non intenzionali e tutela i principi di privacy e trasparenza, fondamentali per qualsiasi ambiente lavorativo moderno.