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Nel mondo della gestione degli accessi aziendali, una delle abitudini più sottovalutate — ma anche più pericolose — è quella di far passare più persone con un solo badge. Una pratica che, oltre a vanificare ogni sforzo tecnologico di tracciamento, può comportare gravi rischi legali e, soprattutto, per la sicurezza delle persone. E se l’accesso è gestito tramite badge o persino con un’app Bluetooth, il problema non cambia: la responsabilità ricade sempre sull’organizzazione.


🚷 Una pratica sbagliata, spesso “tollerata”

È comune vedere due o più colleghi entrare insieme da un cancello automatico o un tornello, presentando un solo badge. A volte per comodità, altre volte per abitudine. Ma la realtà è che non esiste nessuna soluzione tecnica che possa “recuperare” questa violazione a posteriori.

Il sistema registra solo una persona, e quindi una presenza all’interno dell’area protetta. Chi è entrato senza autorizzazione resta invisibile per l’intero sistema.


🆘 E in caso di emergenza?

La situazione si complica drammaticamente nel caso in cui si verifichi un evento critico, come un incendio o un’evacuazione aziendale. I sistemi integrati di controllo accessi, come ARCAPAS, forniscono in tempo reale l’elenco delle persone che risultano presenti all’interno dello stabilimento. Ma se una persona è entrata senza identificarsi, non sarà inclusa nell’elenco.

📍 Risultato? Nessuno andrà a cercarla. E se si è rifugiata in un locale tecnico, in bagno o è rimasta intrappolata, nessuno lo saprà.
Questo espone l’azienda a responsabilità civili e penali, oltre che a conseguenze umane potenzialmente drammatiche.


🔍 La tecnologia non può fare tutto

Nemmeno il miglior sistema RFID o Bluetooth può supplire alla mancanza di responsabilità individuale. Che si utilizzi:

  • 📲 Un’app per smartphone, collegata via Bluetooth, in grado di gestire timbrature e apertura varchi a distanza;

  • 💳 Un badge RFID, che si basa su frequenze da 13,56 MHz (standard ISO 14443 o ISO 15693) con codifica crittografata;

  • 📡 Lettori a lunga distanza, pensati per ambienti veicolari tipo Telepass;

…nessuno di questi sistemi è in grado di verificare quante persone passano fisicamente dopo l’apertura del varco.


🧠 Un tema culturale, prima che tecnologico

In molti casi si pensa che la tecnologia da sola risolva tutto. Ma l’autenticazione al varco è solo il primo passo: deve essere singola, consapevole e tracciabile.

Con una sola credenziale personale, si ottiene una timbratura, una registrazione e un log. Ma questo vale solo se ogni persona compie attivamente il gesto identificativo. Ogni scorciatoia — come entrare in due con un badge — distrugge la logica del sistema.


👮‍♀️ E se proprio accade?

Le aziende più attente installano:

  • 📹 Videosorveglianza sui varchi per monitorare ingressi multipli.

  • 🔒 Tornelli anti-passback, che impediscono il doppio ingresso con la stessa tessera senza uscita.

  • 📢 Sensori di presenza e rilevamento volumetrico per riconoscere accessi irregolari.

Ma nessuna di queste soluzioni è infallibile. La consapevolezza resta il primo strumento di prevenzione.


🛡️ Il valore della tracciabilità in caso di emergenza

Un buon sistema di controllo accessi non serve solo a “contare le ore” o a “sapere chi è entrato”. Serve a salvare vite, fornendo un elenco affidabile delle persone presenti in azienda nel momento esatto dell’emergenza. E questo elenco è utile solo se ogni accesso è reale, individuale e correttamente registrato.